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La presente azione viene realizzata nei pressi del villaggio Kok Snoul, in un’area rurale del distretto di Puok, nella provincia
di Siem Reap, dove le condizioni di vita rispecchiano la situazione esistente a
livello nazionale. Rispetto però ad altre province del paese, Siem Reap
costituisce una zona di grande interesse turistico, data la sua vicinanza al
sito archeologico dei Templi di Angkor, in pochi anni divenuto l’attrattiva
turistica più conosciuta in tutto il paese. Attualmente si contano oltre
200.000 turisti all’anno, ma si stima che il numero arriverà presto a 700.000
persone. Il turismo rappresenta una potenzialità di sviluppo della provincia e una possibilità di impiego per i suoi abitanti. Tuttavia,
le condizioni di povertà e di conseguenza la mancanza di
istruzione e di una adeguata formazione ostacolano un
utilizzo adeguato di questa potenzialità. Più del 30% della popolazione è
infatti analfabeta. Tra coloro che sono stati alfabetizzati la maggioranza sa
appena leggere e scrivere e non ha concluso la scuola elementare. Infatti il
tasso di abbandono è molto elevato e appena il 4% degli iscritti al primo
anno arriva al sesto (e ultimo) anno delle elementari. Secondo i dati del Planning
Department di Siem Reap, su una popolazione di 695.485 persone, 198.884 sono
bambini e adolescenti dai 4 ai 17 anni. Di questi, ca. 30.000 vivono nel
distretto di Puok, in cui vi sono 16 comuni e 154 villaggi e una popolazione
di 110.330 abitanti. In ogni villaggio ci sono quindi in media 10 bambini
svantaggiati (provenienti da famiglie estremamente povere, figli di invalidi,
di rifugiati, orfani, abbandonati) che
sono potenziali bambini di strada. Nel solo distretto di Puok essi sono circa 1.500 e il rischio che abbandonino il loro villaggio per approdare ai
templi di Angkor è elevatissimo. Il turismo rappresenta infatti per le
famiglie una buona opportunità per disporre facilmente di un’entrata
economica attraverso l’elemosina, la vendita di piccoli souvenir, la
prostituzione. A questo fattore si aggiunge il fatto che numerose famiglie
stanno migrando dal confine con la Tailandia e spesso l’unica fonte di
reddito -una volte giunte a destinazione- è rappresentata dallo sfruttamento
dei minori. Il fenomeno dei bambini
di Angkor è abbastanza recente, per cui non si dispone di dati statistici.
Tuttavia l’esperienza di alcune organizzazioni che operano nella provincia ha
mostrato che si tratta soprattutto di bambini e ragazzi appartenenti alla
prima categoria sopra descritta e cioè ragazzi spinti sulla strada (in questo
caso rappresentata dalla specificità dei templi) per fattori legati
soprattutto alla situazione familiare, e in particolare alla situazione
economica, la composizione e l’organizzazione familiare e il grado di integrazione
nei villaggi. Questi problemi verranno descritti più dettagliatamente nel
paragrafo successivo. Esistono poi intere famiglie che vivono nelle vicinanze di templi. Il loro numero è ancora esiguo ma destinato ad aumentare. A Siem Reap sono operative due organizzazioni private che svolgono un lavoro con i bambini di strada, ma la loro capacità
d’intervento è già insufficiente a causa del sensibile aumento dei “bambini
di Angkor” registrato nell’arco di pochi anni. Inoltre, il lavoro di recupero
dei bambini che già vivono sulla strada è estremamente difficile. Per questo
tali organizzazioni hanno espresso la necessità
di interventi che prevengano il fenomeno dei bambini e ragazzi svantaggiati che lasciano i
villaggi di provenienza per spostarsi ai templi. |
