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2.
la formazione
degli educatori locali E’ previsto un corso di formazione
professionale. La partecipazione al corso è
obbligatoria per gli educatori locali selezionati (in totale 8), ma sarà
aperto anche ad altri educatori che intendano parteciparvi (max. 20). Il
corso sarà tenuto coinvolgendo un’organizzazione locale con esperienza in
questo settore. Tale processo formativo, suddiviso in una parte teorica e
successivamente in un tirocinio pratico, ha come obiettivo immediato la
migliore comprensione da parte degli educatori della complessa realtà dei
minori a rischio e l’acquisizione di competenze che servano per interagirvi.
A questo scopo saranno trattati i seguenti argomenti: * le problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza di bambini
svantaggiati (abbandono familiare, lavoro minorile, inserimento sociale per
rifugiati, dinamiche di gruppo, discriminazione e abbandono scolastico,
propensione al consumo di droghe, etc.) da diverse prospettive
etnico-culturali, pedagogiche, psicologiche; * le motivazioni, il ruolo, gli strumenti e la funzione dell’educatore
(educatore come mediatore tra bambino e famiglia, figura di riferimento per i
bambini residenti al Centro e come tutor “accompagnatore” per i soggetti non
residenti); * analisi delle risorse esistenti nello specifico contesto, dalle famiglie ai
servizi che si occupano di minori a rischio, cercando dove possibile di
contattare e avere scambi e confronti con i servizi già attivi nel
territorio. Durante lo svolgimento del corso e anche
successivamente, gli educatori locali selezionati si
incontreranno per riunioni di équipe, incontri di supervisione con un esperto
e seminari di aggiornamento periodici. 3. le attività educative, formative e
ricreative per i bambini/e e i ragazzi/e beneficiari 3.1.
le attività psicopedagogiche Una volta costruito il Centro,
selezionato e formato il personale locale e selezionati i
beneficiari, si darà avvio alle attività educative, formative e di
accompagnamento. Oltre a quelle descritte più avanti, il Centro offrirà una
serie di attività
psicopedagogiche svolte quotidianamente dagli
educatori locali: si tratta di attività ludiche per favorire la creatività,
la socializzazione e l’affettività tra i bambini, di momenti che mirano alla
cura dell’igiene personale e del luogo. Saranno inoltre organizzati appositi
spazi di “sostegno” per i minori e visite e contatti con le famiglie dei
beneficiari, volti ad instaurare rapporti di fiducia sia tra i beneficiari e
le famiglie stesse che tra queste ultime e il personale del Centro. La
riuscita nell’instaurare rapporti di fiducia e nel coinvolgere le famiglie
nel progetto è un elemento essenziale per prevenire l’abbandono dei minori e
per garantire la loro frequenza scolastica e partecipazione alle attività
educative e formative previste. Per tale motivo il progetto prevede la
responsabilizzazione dei capi villaggio o di altre figure
di riferimento delle comunità nella
promozione dell’iniziativa tra la popolazione locale e, in coordinamento con
il personale locale del Centro, nella selezione dei minori e delle famiglie
beneficiarie e nello svolgimento delle attività psicopedagogiche. 3.2. l’istruzione scolastica A tutti i bambini/e e ragazzi/e
beneficiari sarà garantita la frequenza scolastica, sostenendo i
costi relativi alle uniformi, alle rette scolastiche e all’acquisto dei
libri, dei quaderni e delle penne. Gli educatori locali
(in totale 8) saranno responsabili dei bambini e
ragazzi beneficiari e di conseguenza saranno responsabili della loro
frequenza scolastica. Gli acquisti dei materiali necessari e il pagamento
delle rette scolastiche saranno coordinati dal direttore del centro di
formazione. |
